DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE: Quali sono le cause?

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disturbi del comportamento alimentare

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I disturbi del comportamento alimentare sono malattie mentali che portano la persona ad avere un rapporto distorto con cibo, peso e immagine corporea.

Si è parlato molto di tale questione, ma nonostante le intense campagne di sensibilizzazione del ministero della salute e l’impegno delle varie associazioni che se ne occupano, il problema continua a persistere, anzi sembra estendersi sempre più anche a fasce di persone che fino a pochi anni fa non erano minimamente interessate dal fenomeno.

I disturbi del comportamento alimentare rappresentano un disagio devastante che, se diviene cronico, lascia segni indelebili sul corpo e sulla vita di una persona. I soggetti più frequentemente colpiti sono le ragazze e le giovani donne in età compresa tra i 12 e i 35 anni, ma il fenomeno è in aumento anche tra la popolazione maschile e purtroppo anche l’età di esordio si è abbassata in modo preoccupante fino a raggiungere in certi casi l’età pediatrica.

Credo che, purtroppo, molti di voi avranno dovuto fare i conti in qualche modo con disturbi del comportamento alimentare, sia che abbiate vissuto (o stiate vivendo) l’esperienza in prima persona, sia che la viviate passivamente attraverso qualcuno che conoscete (magari un figlio o un’amica) e che vorreste poter aiutare in qualche modo.

Il primo passo fondamentale per avviarvi verso la guarigione (o aiutare gli altri a guarire) è indubbiamente comprendere i motivi che vi hanno indotto ad assumere un tale comportamento. Nel secondo passo potrete così rimuovere le cause, o almeno tentare di minimizzarle e renderle innocue.

Oggi, psicologi e ricercatori si trovano concordi nell’affermare che non esiste una causa unica, bensì una concomitanza di fattori che possono diversamente interagire tra loro nel favorire la comparsa, e il perpetuarsi, dei disturbi del comportamento alimentare. Perciò proviamo a identificare tali cause.

E’ utile suddividerle in tre categorie:

  • fattori predisponenti
  • fattori scatenanti
  • fattori di mantenimento

 

I fattori predisponenti

Possiamo ulteriormente scomporli in:

Caratteristiche individuali. Come abbiamo detto prima gli adolescenti sono più vulnerabili ed i più colpiti. L’adolescenza è un periodo estremamente delicato di passaggio fra la dipendenza dell’infanzia e l’autonomia della fase adulta. I disturbi del comportamento alimentare possono nascere dall’incapacità di far fronte a questi cambiamenti, dalla paura della maturità e di tutte le richieste e responsabilità che comporta (a tal proposito può essere utile la lettura di questo articolo). In un certo senso la malattia è un modo per restare o ritornare bambini, in una situazione “protetta”. Un’altra caratteristica determinante è l’essere donna: per le ragazze il corpo è un potente mezzo di comunicazione e di relazione, essere magre può diventare il requisito indispensabile per essere e sentirsi accettate. Questo è il messaggio forte che manda la società: avere un corpo che rispetti i canoni estetici imperanti diviene indispensabile per intrattenere relazioni sociali. In ogni caso vi è alla base una profonda insicurezza e una bassa autostima.

Caratteristiche familiari. Secondo alcuni studi un’elevata insoddisfazione corporea nei genitori favorisce un analogo atteggiamento nei figli (in particolare nelle femmine). Spesso invece la causa può risalire al rapporto coi genitori: chi ha ricevuto poco affetto dai genitori sfrutta il cibo per attirare l’attenzione su di sé. Anche un’eccessiva spinta al perfezionismo può indurre i figli a soffrire di disturbi del comportamento alimentare: ciò che fanno non è mai abbastanza.

Caratteristiche socio-culturali. I disturbi del comportamento alimentare sono diffusi principalmente nei paesi industrializzati. Questo perché nella nostra società la donna magra (e ormai anche l’uomo) rappresenta l’ideale di donna potente, ricca, di successo, attraente e vincente. Il culto del valore estetico è talmente forte che solo ciò che è bello può anche essere buono, per cui si tende implicitamente a presupporre che la bellezza esteriore sia rappresentativa anche delle qualità interiori di una persona. Ha un forte impatto anche l’appartenenza a gruppi sociali nei quali è maggiore la pressione verso la magrezza (modelle, ginnaste, danzatrici, ecc).

 

I fattori scatenanti

Spesso succede che dopo aver iniziato una dieta dimagrante perché in sovrappeso, la situazione sfugga di mano, ed entusiasti dei risultati raggiunti si sviluppi un’ossessione per la perdita di peso. Oppure, all’opposto, può capitare di trovare consolazione nel cibo in un momento di debolezza, ma in presenza di fattori predisponenti, dopo che è successo una volta senza conseguenze ci si sente legittimati a ripetere quel comportamento (per approfondimenti puoi leggere anche questo articolo).

Molta influenza, soprattutto nell’adolescenza, hanno comunque i commenti delle persone, coetanei e genitori, in riferimento all’aspetto fisico.

 

I fattori di mantenimento

Hanno una grande importanza gli aspetti legati al pensiero che vi accompagna: se si continua ad avere l’idea fissa del cibo e ogni azione ruota intorno al controllo del peso corporeo, sarà difficile poter guarire. Tanto più se tali idee vengono rinforzate dall’esterno: spesso chi soffre di disturbi del comportamento alimentare cerca gruppi di persone (anche virtuali) che li sostengano nei loro obiettivi e si “sfidano” a migliorare sempre di più utilizzando i consigli e i suggerimenti di chi ha più esperienza.

Diventa fondamentale spezzare questa catena e allontanarsi da persone che hanno gli stessi disturbi. Mentre può risultare molto efficace parlare con chi ha vissuto l’esperienza ed è riuscito a guarire.

Provate a riflettere sulla vostra condizione specifica, e riuscirete ad individuare i fattori che hanno causato il problema. Avviarvi verso la guarigione non sarà un percorso né breve né facile, ma avrete così compiuto il primo importante passo.

Se soffrite di disturbi del comportamento alimentare non dovete temere di chiedere aiuto, è importante che riceviate un supporto. A tal scopo può essere utile anche una sessione di coaching: se vuoi provare clicca qui.

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