FEEDBACK NEGATIVO: PERCHE’ E’ DIFFICILE ACCETTARLO?

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“Hai sbagliato!”, “Sei un disastro!”, “Non ti stai comportando bene!”.

Frasi del genere non passano mai inosservate. Possono arrivare da chiunque, alcuni vicini al nostro “cuore”, altri lontani dal nostro mondo, ma l’effetto è sempre urticante. Anzi, addirittura ci deprimono, perché i feedback negativi producono un’idea fallimentare di noi stessi, quasi di inutilità. Avrete anche notato che un’osservazione negativa resta nella mente più a lungo di un complimento. Le ragioni di una critica sono le più disparate, ma ogni feedback che ci riguarda ci tocca nel profondo, spesso lasciando delle ferite.

La capacità di ricevere e gestire le emozioni che la critica suscita (così come saper criticare gli altri in modo costruttivo) è sicuramente una risorsa emotiva fondamentale per il nostro benessere.

Per cui proviamo ad allargare il nostro punto di vista e a capire il collegamento tra feedback e possibilità di crescita personale: forse saremo più disponibili ad accettare le critiche altrui.

 

Ricevere un feedback positivo è facile e piacevole: a chi non piace ricevere un complimento o che venga riconosciuto e valorizzato un nostro buon comportamento o una nostra capacità?

Ma, purtroppo, non si può dire altrettanto quando il feedback è negativo: ricevere una critica sul nostro lavoro o su un nostro atteggiamento, spesso ci fa sentire giudicati e colpevolizzati. Ci sentiamo esposti e deboli e attribuiamo tutto il potere alla persona che abbiamo di fronte, quella che ci sta criticando, sentendoci impotenti e destabilizzati. Ecco perché ci capiterà di frequente di rispondere con un atteggiamento di chiusura: stiamo sulla difensiva, ribattiamo alle critiche cercando di giustificarci o trovando qualcosa da criticare agli altri a nostra volta perché, in un certo senso, non possiamo permettere all’altro di ferirci.

 

Ci sembrerà strano, ma dovremmo invece ringraziare quelle persone che ci criticano, perché ci stanno offrendo una grande opportunità di miglioramento.

La nostra difficoltà risiede anche nel fatto che siamo culturalmente poco abituati a ricevere un feedback dagli altri: solo a scuola ci siamo abituati a ricevere un voto, rappresentativo della nostra prestazione scolastica (e c’è da dire che spesso trovavamo modo di discutere anche su quello, genitori inclusi – tipica la frase “Quel professore ce l’ha con me, ecco perché prendo brutti voti!”).

Ma non disperiamo! Accettare con apertura un feedback è, come per tutte le cose, questione di allenamento.

 

Ci sarà chi, magari fin da piccolo, è sempre stato esposto a notevoli critiche ed ha imparato ad accettarle di buon grado.

Altri invece (ammetto di ricadere in questo secondo gruppo) che si sono sempre comportati bene, soffrendo della cosiddetta sindrome del/della “bravo/a bambino/a” e non sono perciò mai stati abituati a riceverne. Infatti da piccola mi hanno insegnato che dovevo comportarmi bene, essere buona e rispondere in modo educato. Sono cresciuta impegnandomi a cercare di fare tutto nel miglior modo possibile. Speravo che questo venisse riconosciuto da qualcuno e mi illudevo che se fossi stata abbastanza “brava” il mondo lo sarebbe stato con me. Voler essere perfetti è una fatica immensa, costringe a non accontentarsi mai, a porre l’attenzione su ciò che non va piuttosto che su quello che si è raggiunto. Non ci si può mai rilassare. Cercare poi di indovinare quello che in teoria gli altri si aspettano da noi, richiede continue negazioni dei nostri desideri per adattarci a quelli degli altri.

Il fatto è che inseguire l’approvazione, e con questa la “perfezione”, crea grossi danni. Innanzitutto, l’incapacità di accettare e perdonarsi gli errori, ma anche una scarsa autoconsapevolezza, l’incapacità di sapersi guardare allo specchio e capire cosa si vuole veramente, cosa si vuole essere e cosa si vuole fare. Esiste solo quel modello di perfezione, e guai a disattenderlo.

Chissà quanti di voi si riconosceranno in questa descrizione.

Ma è importante liberarsi il prima possibile di questi condizionamenti, perché altrimenti rischiamo di vivere una vita al servizio di un insieme di stereotipi che fanno comodo a tutti tranne che a noi stessi, e che potenzialmente possono solo renderci infelici.

Dovete sapere che quando riuscirete ad essere “liberi”, inizierete però ad esporvi alle critiche altrui. Senza dubbio, come è successo a me, vi troverete impreparati e incapaci di gestire il feedback ricevuto. Come reagire? Restare chiusi e sulla difensiva è, come detto prima, proprio ciò che non bisogna fare.

Proviamo allora a capire l’importanza del feedback: ricevere una “valutazione” ci dà la possibilità di imparare cose di noi che ancora non sappiamo, di ottenere consapevolezza su alcuni lati del nostro carattere o modi di essere che non riusciamo a vedere.

 

Ma vorrei lasciarvi riflettere un po’ su questo punto: se volete, lasciate i vostri commenti qui sotto!

Nel prossimo articolo vi parlerò della finestra di Johari e di alcuni utili trucchi per imparare ad accettare le critiche.

 

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A presto!

Jamila Zitoune

SULL’AUTORE: Lavoro per Human Performance Italia con l’incarico di Training & Marketing Assistant. Sono la prima figura che i clienti incontrano, infatti mi occupo di gestione dei clienti e di prospect, e seguo tutto quello che riguarda la comunicazione e la promulgazione dei nostri eventi, con l’aiuto degli altri collaboratori. Svolgo inoltre l’attività di assistente d’aula, sviluppando così anche la mia passione per le tematiche dello ‘sviluppo personale’ e della formazione.

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Siamo un gruppo di Coach professionisti che dopo anni di esperienza e preparazione sul Coaching e sulla crescita personale, abbiamo creato il progetto chiamato Autostimaweb per tutti coloro che sentono il bisogno di migliorarsi e ottenere davvero dei risultati tangibili attraverso il Coaching.
Tutti i nostri professionisti hanno seguito approfonditi e specifici percorsi formativi sulla Psicologia del Cambiamento e sul Coaching, e sono tutti certificati come Coach professionisti.
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